PD Roma, futuro e organizzazione. La mia risposta ai Giovani Democratici

Questa la mia risposta ai Giovani Democratici su organizzazione e futuro del Partito e su cultura e alternativa politica per Roma.
Qui il post con le domande dei Giovani Democratici: https://www.facebook.com/guido.staffieri/posts/1436525396405144

GD

Carissimi,
direi che un riconoscimento il vostro impegno l’ha già ottenuto: quello di avere un’età media dei candidati decisamente più giovane rispetto alle passate esperienze.
E’ il segno positivo di una classe dirigente che in questi anni si è formata nei nostri Circoli e nelle Sezioni e che ha voglia e ha a cuore Roma e il Partito Democratico. Ricordo con piacere molte delle vostre iniziative, come Factory Roma e Roma Capitale Umano dove si discuteva e ci si confrontava sulla visione della città.
Per molti di voi quella di giugno 2016 a Roma è stata la prima sconfitta politica. Eppure fatemi dire che si apprende più da una sconfitta che da mille vittorie. E il nostro PD ha gli anticorpi e le energie per riscrivere una nuova storia, tutti insieme. Giovani e meno giovani, uniti da un’idea di città che torna ad aiutare chi è indietro, che pensa a rafforzare il suo sistema di trasporto pubblico e di gestione dei rifiuti, che si apre alla cultura e al dialogo, che si misura su crescita economica e offerta turistica, su innovazione e futuro, che guarda alle esperienze positive di altre metropoli Internazionali per farle proprie e restituirle ai cittadini attraverso servizi più efficienti.
Un’idea di città non è scritta da pochi eletti. Abbiamo bisogno di ascoltare e valorizzare le idee e il contributo dei Circoli e di allargare il confronto ai romani, inclusi i cittadini di seconda generazione che apportano un grande valore aggiunto alla nostra comunità.
Davvero c’è bisogno per Roma di un PD che torni ad essere il PD. Le nostre paludi sono state le paludi per Roma e la rinascita di questa nostra città è legata a doppio filo alla ripartenza del Partito Democratico.
C’è bisogno del PD, della politica, perché la rabbia non abbia la voce dei populismi e poi della disillusione. Abbiamo visto in un anno di governo della città i risultati del M5S, che pure ci ha battuti raccogliendo molti consensi. Ora quei consensi non devono diventare disillusione per i romani e neppure la resa di una città. A noi la responsabilità e il dovere morale di dare risposte, con determinazione e coraggio, con la consapevolezza della nostra lunga e grande storia e con la voglia di scrivere una bella pagina nuova.

Il modello che penso per il nuovo PD romano è una struttura aperta e a rete, che coinvolga base, dirigenti ed eletti attraverso strumenti e metodi di lavoro nuovi. Un gioco di squadra che i nostri iscritti ci chiedono da tempo. E proprio gli iscritti devono poter diventare non solo i custodi di una tessera e di un regolamento, ma interpreti, ideatori e pietre angolari di un partito integrato con la città.
Oggi il PD romano ha bisogno di passare velocemente dal “chi” al “perché” e al “come”, dai nomi ai programmi. Penso che dovremo affrontare una revisione degli organismi dirigenti e della loro funzione. Un partito non può essere guidato allo
stesso modo se si è in maggioranza o all’opposizione in Assemblea Capitolina. C’è bisogno di tenere conto dell’esperienza delle segreterie precedenti e insieme di dare voce alla novità di una nuova generazione. Nella vita come in politica, non si volta mai pagina, non c’è mai un punto e a capo. Nel bene e nel male. Ma si può imparare e costruire sul passato per progettare un futuro migliore.
Di una cosa sono sicura: a guidarmi saranno la competenza e la passione di chi vorrà sentirsi coinvolto. L’universo PD è così ricco e vario che non si faticherà a trovare persone coraggiose, responsabili e con la voglia di far parte di un grande progetto. E io terrò conto di questa ricchezza.

C’è bisogno poi che la vivacità culturale di Roma trovi rappresentanza nel nuovo PD. Penso all’esperienza dei ragazzi del Nuovo Cinema America. In questi giorni con la loro arena stanno animando le serate romane, così povere di proposte. Hanno un disegno in testa e hanno coraggio e vanno avanti. Mi ricorda l’idea rivoluzionaria di Nicolini, che non fu solo portare in piazza la cultura, ma renderla accessibile a tutti nei luoghi più preziosi della città. Era un modo per far sentire quella bellezza patrimonio di tutti. Dovremmo ripartire da lì, facendo sentire tutti responsabili e custodi di tanta bellezza. E dare la possibilità di espressione a chi in questa città sperimenta, crea e scommette sulla cultura e sull’innovazione.
Senza privilegiare appartenenze o filiere che devono essere superate con un PD forte, strutturato con organismi dirigenti capaci e con un sano rapporto tra il Partito e le Istituzioni. Anche per questo ultimo motivo ho deciso di candidarmi.

Si deve poi dare soluzione al problema delle sedi di molte associazioni. Andare oltre la delibera 140 che pone tutti sullo stesso piano e umilia la rete diffusa di associazioni che portano da decenni cultura e servizi nelle periferie. Un patrimonio che la nostra città non può permettersi di perdere. Inoltre, accanto alla proposta del PD di aprire le scuole ai territori che ho portato avanti nella scorsa consigliatura, sono convinta che anche le Università dovrebbero essere maggiormente coinvolte nel tessuto culturale romano. La rete delle Università può essere utilizzata meglio dal partito attingendo alle competenze e alle risorse del corpo docente e studentesco. Il PD dovrebbe facilitare e stimolare la loro apertura con iniziative rivolte a tutta la cittadinanza per diffondere conoscenza e ricerca e fare di Roma un laboratorio dei Saperi.
Questo serve al PD.

Vi aspetto comunque nei confronti che ci saranno dalla prossima settimana in molti Circoli. E come sempre vi esorto a metterci tutti al lavoro per il nostro PD.
Grazie ancora ai Giovani Democratici!
Valeria Baglio