Congresso romano, il mio appello al voto

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Per prima cosa voglio ringraziare tutti voi, la comunità degli iscritti del Partito Democratico di Roma. Dagli incontri nei Circoli, per questo Congresso romano, ho capito quanta voglia ci sia in tutti noi di partecipare, quasi un bisogno per chi vuole dedicare tempo e passione a questo Partito.
So di aver raccolto l’attenzione e l’interesse di molti di voi, nei confronti pubblici e nei congressi municipali, e questo ha già ripagato la scommessa che ho accettato candidandomi, raccogliendo in me tutto il coraggio di cui avevo bisogno. Sono sicura che da qui nasce la speranza per la nostra città, non solo per il nostro PD.
L’ho detto tante volte in questi giorni: Roma tornerà ad essere una priorità nazionale soltanto se la classe politica della città tornerà ad essere all’altezza di obiettivi ambiziosi, che mettano al centro i bisogni e gli interessi dei cittadini e di Roma. È quello che molti si aspettano dal Partito Democratico. A noi la responsabilità di ripartire e di far ripartire questa Città.

Più di ogni altra cosa, mi auguro che questa partecipazione ci aiuti ad affrontare un Congresso vero.
Purtroppo la libertà degli iscritti, un bene prezioso che dovrebbe marcare la differenza tra il PD e altri partiti, rischia di essere ancora soffocata da molti segnali di vecchi metodi. Io continuo a credere in un PD di persone libere ed autonome, perché è la libertà individuale la prima pietra su cui costruire un lavoro di squadra che faccia il bene della Città e dei romani.
Solo se ci sarà l’impegno responsabile di tutti, per fare di questo congresso un confronto vero e libero, si potranno creare le condizioni per una nuova stagione a Roma e nel PD.

Voglio allora innanzitutto chiedere di andare a votare a chi, pur essendo iscritto, non si sente coinvolto da questo Congresso perché è stanco, deluso e non crede che si possa cambiare. A te, che ti riconosci in questa descrizione, voglio chiedere di esercitare con il voto la massima espressione di libertà. È questo il momento per dire come vuoi il PD. Ed è ORA!

Voglio chiudere questo mio appello al voto ricordando una vecchia celebre canzone gallese che mi ricordava Emiliano, iscritto al Circolo Alberone, per incoraggiarmi nel mio percorso. Si chiama “Bread and Roses” ed è diventata l’inno della resistenza durante i duri anni della Thatcher. Un verso di questa canzone recita più o meno così :“La riscossa delle donne significa la riscossa dell’umanità”.

Allora, buon Congresso libero a tutti noi.

Valeria

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2 Risposte

  1. Carlo di Renzo

    Penso che per rinnovare il Pd, non solo a parole, occorra reinventarsi il partito come una ”intelligenza” collettiva dove le sezioni siano gangli nervosi, collegati tra loro e in stretto rapporto con le varie realta’ di Roma. Penso che sia necessario fin da ora immaginare la squadra di governo al Comune (una sorta di governo ombra) e metterla al lavoro fin da ora in modo che quando e se ne avremo l’occasione, possa entrare gia’ rodata nelle proprie responsabilita’ operative. Penso che le sezioni debbano essere, oltre che i luoghi della discussione politica, anche centri di aggregazione sociale. Per far questo dobbiamo immaginarci modi nuovi e trasparenti di finanziamento. Ritengo poi che gli iscritti debbeno poter discutere le scelte del partito appena queste vengono affrontate, e non a cose fatte, quando il dibattito e’ gia’ in Parlamento o, peggio, nei talk-show televisivi. Dobbiamo ottenere, soprattutto a Roma, attenzione e rispetto dagli organi centrali del Pd.
    Auguri,
    Carlo di Renzo
    P.S . Vi ho conosciuti tutti e quattro in sezione. Era la prima volta che vi incontravo e, devo dire che Valeria Baglio mi ha fatto un’eccellente impressione. E io in genere ci prendo… Quindi avra’ il mio voto.

  2. Carlo di Renzo

    Ti ho appena votato. Difficile pero’ spaccare il monolitico apparato che sta dietro a Casu. Comunque speriamo…