5 cose che so di me

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1. Non mi accontento delle vie più semplici. Lo so perché altrimenti non avrei mai scelto di fare politica dalla parte del cambiamento. Lo so perché se non fosse così non sarei stata una tra le prime iscritte dell’Università degli Studi Roma Tre, laureandomi, con il massimo dei voti, in Economia e Commercio indirizzo ambientale, discutendo una tesi sulle interazioni tra il commercio internazionale e l’ambiente. Lo so perché altrimenti non avrei tentato, in questo modo, di dimostrare che impresa, sviluppo, lavoro e rispetto per l’ambiente non sono affatto inconciliabili.

2. Amo la mia famiglia. Lo so perché ringrazio ogni giorno i miei genitori per quello che hanno fatto per me, per avermi insegnato i valori dell’impegno e della solidarietà. Lo so perché trovo tutto quello che cerco ogni volta che guardo negli occhi Elena ed Eva, le due figlie che ho con mio marito Alberto. Lo so perché sono orgogliosa di essere moglie e madre, donna prima che amministratrice locale.

3. Considero la politica un servizio verso gli altri. Lo so perché sin da piccola ho voluto impegnarmi, nell’allora Sinistra Giovanile. Lo so perché mi sono battuta, negli anni, per le politiche di genere, per la cultura nelle scuole, per avvicinare le istituzioni alle famiglie, per preservare le strutture sanitarie e in particolare il CTO, per il miglioramento del sistema scolastico, per la salvaguardia delle nostre importanti aree verdi. Lo so perché nella mia vita di tutti i giorni ho sempre rifiutato i privilegi e mi sono battuta per un Municipio più vivibile e servizi migliori e più efficienti.

4. Il lavoro per me è un valore irrinunciabile. Lo so perché come molti giovani, anch’io sono partita da un call center. Anch’io ho scoperto come il lavoro può formarti o distruggerti giorno per giorno. Anch’io, come molte mie coetanee, mi sono trovata di fronte a situazioni in cui ho dovuto scegliere tra carriera e famiglia, tra lavoro e vita privata, tra rivendicazione e compromesso. Con la fatica e l’impegno quotidiano, dal call center passai alle funzioni di controllo di gestione di TIM. Oggi che sono un quadro di Poste Italiane sono felice di quanto ho fatto con le mie forze, e mi sento fortunata perché grazie al lavoro mi è possibile confrontarmi ogni giorno con la vita reale, al di fuori dei palazzi della politica. Allo stesso tempo, questa consapevolezza mi spinge a lottare sempre per garantire il diritto al lavoro per chi non lo ha. Ripeto: sempre, avendolo come prima preoccupazione.

5. Il mio impegno vale solo se accanto a me ci siete voi. Lo so perché la mia attività nel Municipio VIII (già XI), nella Commissione Scuola, in quella Commercio, in quella Ambiente, e poi da Presidente del Consiglio Municipale, mi ha messo in contatto con tante persone, che si trattasse di cittadini, negozianti, insegnanti, impiegati, promotori di iniziative itineranti sul territorio. Lavorando con loro non potevo non capire che anche il più piccolo successo nasce dall’impegno di tutti, dall’entusiasmo, dalla partecipazione. Far parte dell’Amministrazione pubblica, essere eletti in un qualunque posto è un esercizio inutile se non ci sono, ad aiutarti, le persone che rappresenti. Lo so perché ora Roma ha bisogno di noi, della nostra passione, del nostro entusiasmo. Facciamo ripartire la nostra Città ferita: c’è molto da fare, e ce la faremo, con il fantastico contributo di idee e proposte che ognuno può dare.